negare il diritto al voto

La storia incredibile è quella di una signora classe 1930, che cammina con il bastone, lenta come una tartaruga. Ha cambiato residenza da poco e vive sola in una casa al secondo piano. Deve ricevere il nuovo certificato elettorale per le prossime votazioni politiche nazionali e regionali lombarde. Il comune consegna la tessera solo allo sportello del comune. Andarlo a prendere alla Signora costerebbe fatiche notevoli  dopo una vita di lavoro. Ma la cosa grave è che il comune si rifiuta di consegnare la tessera elettorale al domicilio. Figurati poi se darà mai assistenza per consentire alla signora di raggiungere il seggio per le votazioni. Questa e’ la democrazia all’italiana. Via l’ Italia!

Eppure esiste un decreto http://www.privacy.it/dpr2000-299.html

articolo 3
1. La consegna della tessera elettorale è eseguita, in plico chiuso, a cura del comune di iscrizione elettorale, all’indirizzo del titolare, ed è constatata mediante ricevuta firmata dall’intestatario o da persona con lui convivente. Qualora l’intestatario non possa o non voglia rilasciare ricevuta, l’addetto alla consegna la sostituisce con la propria dichiarazione.

Per i Comuni inadempienti ci sarebbero gli estremi del REATO di omissione di atti di ufficio  art 328 cp “Il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni.
Fuori dei casi previsti dal primo comma, il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che entro trenta giorni dalla richiesta di chi vi abbia interesse non compie l’atto del suo ufficio e non risponde per esporre le ragioni del ritardo, è punito con la reclusione fino ad un anno o con la multa fino a euro 1.032. Tale richiesta deve essere redatta in forma scritta ed il termine di trenta giorni decorre dalla ricezione della richiesta stessa. (Cassazione  penale,  sezione  VI,  sentenza  del 3  luglio  2008, n. 27044)”

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