a commento del film “latcho drom”

da leggere guardando il film, un poco come fossero sottotitoli.

LA BUONA STRADA
acqua, poi fuoco che scalda le pianure
fiamme che esaltano l’acqua
poi suoni che spingono alla danza
nel silenzio del buio
sguardi e sorrisi e serpenti che scivolano come archetti sulle corde di violino
Moonrise
la sua luce reclama il buio e il buio reclama la sua luce
DANCING LIKE FOOLS
corri sui prati e sulle rocce con la stessa leggerezza
e scopri le danze nell’ombra
e dalla luce di uno spioncino qualcuno apprende
LA NAVE PARTE
il suono del serpente svanisce e l’umidità crece e frena tutto.
Colori e rumori diventano come lune nella notte.
Aloni di luce che rinforzano la solitudine del colore.
Sulla buona via l’oro non riluce ma splendono colori e scarpe lucide. Anche la luna riluce nell’acqua ma d’una pozza e non di fiume.
COLORI D’AUTUNNO
vecchi alberi, crisantemi, foglie e marmo. La pelle scura pare sporca con pane bianco. Ma vicino a un cavallo bianco e un violino lo stesso colore s’indora in una feta di violini. Ma nel suono risuonano le fughe e non le lente marce. Le corse, le foglie che stormiscono e non il fluire lento.
IN VOLO
stormi che volano in formazione, binari che scorrono paralleli.
Paralleli che dividono ma riescono a far nascere spettacoli.
INVERNO
Rami e pellegrini disegnano il bianco di cielo e terra. Il canto disegna i pensieri sulla stessa pagina bianca.
Ma il freddo è una stagione intrappolata fra i cipressi e i denti dritti dei lupi e le mura cancellate e le porte sbarrate.
SAINT MARIE DE LA MERE
La carovana riprende la sua marcia lenta e riscopre l’acqua e il passo tranquillo, come d’indiani delle praterie
Ma qui nessuno vi vorrà vedere tranquilli a lucidare il dorso dei cavalli.
Eppure nei campi pare ancora di vedere le folli corse a piedi nudi. Ma non si può più perché il filo spinato blocca ogni corsa.
Ma ora le corde pizzicano, i tacchi saltano come a scherzare sulle briglie che bloccano le corse del cuore sui prati.
SEGNI
un cesto di vinimi, un bivio, un mazzo di fiori gialli appeso al filo spinato, strade lunghe come binari di ferrovia. La libertà è passata di qui. Bianca come una Mercedes, spavalda come un brigante.
Fiori gialli come la saudade brasiliana.
I sorrisi sono le sole porte che restano aperte mentre si precano le forze a tirar su muri che non hanno più bisogno di finestre e spinocini…perché nulla più c’è da imparare.
FUORI
Le lezioni sono fuori nell’aria che grida, le cose che si imparano sono li, fra le mani che schioccano e applaudono alla vita dove sembra che non ci sia più e alla morte che danza in mezzo alle gioiose genti.
FUOCO
La fiamma non si spegne e trasforma in sogno le cose banali e le città in pianure. Ora la libertà significa guardare il kaos da lontano, come se non esistesse che l bUONA STRADA.

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