Borrowed time

Tempo rubato
Sentire è un atto di responsabilità, come in musica lo è il tempo rubato.
E’ un atto che assegna  un ruolo all’individuo, cosa che penso preferibile all’assegnare un ruolo a una massa di individui o a una cultura / ideologia etc etc

Nel tempo che noi rubiamo nel riferire o comunicare ad altri quanto abbiamo ascoltato, ci investiamo della responsabilità di restituire quanto è stato rubato, altrimenti dovremo accettare di aver falsificato un messaggio.

Restituire donando l’enfasi che il discorso chiede perché il messaggio sia compreso dall’interlocutore. Il grande maestro Barenboim meglio definisce tutto questo citando parole di Martin Buber “sensitive talking and painful listening”.
Assenza di dialogo
La forza di un messaggio è brutale quando non dialoga con i messaggi che hanno un -timbro- più debole. Addirittura il messaggio -forte- finisce per diventare, se incapace di ascolto, qualcosa di estremamente noioso. Dobbiamo ringraziare la musica che ci insegna il senso di interdipendenza fra le diverse voci che compongono un’orchestra. Purtroppo il parallelo fra società ed orchestra sfugge. e l’insegnamento viene così perduto.
PS cerca su internet il cortometraggio “borrowed time” della Pixar, abbastanza interessante
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