Smettiamo di gettare fuori e lontano 

Il nostro pensiero, si avvale di due cervelli per l’interpretazione della realtà o di quello che i nostri organi sensoriali percepiscono. Dal cervello, grazie ai sensi arriva la cultura e l’esperienza, dallo stomaco che ha raccolto il mondo nutrendo l’organismo con frammenti di realtà e materia o elaborazioni chimiche degli stessi arrivano le forze sanguigne. Lo stomaco diventa così sede dei movimenti fisici e delle forze che permettono al cuore di battere ed il cervello di vivere.

Succede allora che energie dallo stomaco muovono correnti sanguigne al cervello. Se poco addestrato all’ascolto il cervello ingaggia una lotta con il secondo cervello istintuale. Lo stomaco borbotta ed il cervello giudica. Noi gettiamo fuori l’emozione, in modo scomposto, talvolta pericoloso. In questo ascolto mancato, o meglio di un mancato dialogo, si perde una grande occasione. La cooperazione stomaco cervello potrebbe produrre un -gettar fuori- creativo.

Il compito della vita deve essere quello di intercettare le forze istintuali di invitarle a dialogare con il cervello fermando in questo le forze brutali della razionalità. Intercettarle subito, senza alcun cedimento, per procreare invece che gettare semplicemente fuori, per produrre lampi di luce e manifestazioni della grande energia divina che ci costituisce; sorrisi, gesti, parole consistenti, gesti, opere.

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