Su nulla e materializzazione

Intuizione su nulla e materializzazione
L’intuizione pone al riparo dalle esigenze di usare un linguaggio e una terminologia scientifica. Con questa premessa mi accingo a sviluppare una intuizione derivata dalle letture sulla biografia di Tesla, nonché daalle pagine del fisico russo Zeland. Tutte le manifestazioni ovvero ciò che é in grado di produrre movimento e reazioni anche a distanza di tempo, sono aggregazioni magnetiche. Pensieri, sostanze, distanze sono costituiti nello stesso modo. La materia si manifesta a partire dal movimento di forze elettro-magnetiche, se queste stanno in uno stato di quiete, sussiste solo il vuoto e il nulla. Si potrà certo dire che il vuoto non esiste o che esistere e nulla non possono sussistere simultaneamente. Il fatto è che nulla e materia sono due condizioni della medesima fattispecie ma in due condizioni diverse, la prima una potenza la seconda un atto delle forze elettromagnetiche. Queste forze originano dall’immane mare delle possibilità. Le forze, nella quiete sono in grado di pensarsi di osservarsi e, una volta raggiunta una configurazione che in potenza ha la forza in grado di accendersi, anno luuogo a manifestazioni. Le religioni hanno spesso dato conto di questo processo come di “dono dello spirito”, perché proprio lo spirito altro non é che il mare in quiete, di tutte le possibilità. La capacità di pensarsi é simultanea alla quiete, perché se vi è quiete in un’area dell’universo, per compensazione esiste un’area che è già attivata da correnti elettromagnetiche le quali possono intervenire nella quiete per dar origine alla materia o agli effetti che nel luogo in cui nulla accadeva, erano assenti. In altri termini, la creazione ho bisogno del vuoto, anzi meglio produce effetti nel vuoto. Il nulla é ideale anche perché in esso le energie possono operare senza interferenze e congestione di segnali ed energie o fonti che potrebbero deviare le intenzioni dell’energia o produrre effetti indesiderati.
rimane aperta la domanda su quale possa essere il momento zero della materia e cosa vi fosse prima di esso. Credo che tutto dipenda da un commutatore. Un canale energetico che si aproa o chiudo al sussistere di determinate condizioni. Il moto genererebbe la quiete allo stesso modo in cui la quiete potrebbe generare il moto, una volta che il commutatore si aprisse al ricevere o inviare un segnale. Probabilmente non ha sensoparlare di un momento primo o antecedente ad esso in un sistema che può generare il nulla e quindi l’assenza di misure di qualsiasi tipo, incluso il tempo.
Per esemplificare queste intuizioni posso dire che uno specchio è la quiete mentre l’immagine che su di esso compare è il moto. Lo specchio nel buio e’ ciò che rappresenta la quiete o nulla.

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