Sono un uomo dai confini labili

Da tempo non sono più semplicemente io, mi sento un noi. I miei confini di sono aperti. I miei organi sensoriali, intorpiditi dalla banalità culturale sono appena sufficienti a farmi capire che non basto più. Ora i miei organi di senso sono Raimon Panikkar, Moni Ovadia, Daniel Baremboim, Padre Zanotelli. La mia vita ha un più ampio senso della domanda fondamentale della vita. Il -chi sono io?- diventa un

 -chi siamo noi ?.

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