In quiete in mezzo al kaos

Cercare di restare in uno stato di quiete, senza doversi preoccupare delle ansie e psicosi delle persone con le quali si entra in contatto, è qualcosa che ti rende egualmente ansioso e psicotico. Diventi irritante e forse attiri irritazione. La tua quiete genera attrito perché è la posizione del palo in mezzo alle rapide di un fiume. E’ una strenua resistenza.
La dialettica fra psicotici -reali o percepiti tali- è abbastanza infruttuosa.
Potrebbe convenire un atteggiamento di amorevole pazienza o sprezzante menefreghismo? Il secondo atteggiamento non mi piace. Il primo è difficile da mantenere nella durata, almeno per me. La via è quella di negare la sussistenza di una contrapposizione dialettica. Ricercare nell’altro un modo per capire sè stessi.

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