Riti e risparmi di tempo

Riti e risparmio di tempo – di Roberto Vacca, L’Orologio 23/8/2016

Giuseppe Prezzolini dedicò un capitolo di una sua biografia di Nicolò Machiavelli a discutere se i1 Segretario Fiorentino quando si alzava dal letto si infilasse prima 1a scarpa destra oppure la sinistra. Il capitolo era brevissimo e concludeva in poche righe che dobbiamo rassegnarci a non sapere niente di questo come di tanti altri dettagli della vita di Machiavelli.
La questione sarebbe irrilevante, se non ci fosse da tenere conto de1 tempo che ha fatto perdere: a Prezzolini per immaginarla e. scriverla, ai suoi lettori per leggerla e, forse, allo stesso Machiavelli, se mai se la pose, per decidere cosa gli convenisse di fare.
Se Nicolò Machiavelli fosse stato un ebreo dotto e scrupoloso, avrebbe seguito l’insegnamento talmudico di infilare per prima la scarpa destra quando si vestiva e di togliere per prima la scarpa sinistra quando si spogliava. Non avrebbe mai avuto alcuna esitazione. Negli anni e nei secoli seguenti anche gli storici più oziosi avrebbero accettato l’ipotesi di una fedeltà assoluta alla tradizione e non avrebbero perso tempo a occuparsi di queste minuzie. Si può pensare, quindi, che le tradizioni e i riti che suggeriscono di eseguire certe azioni in una sequenza particolare, fra tante che ne esistono e che sono equivalenti rispetto al raggiungimento del fine, abbiano l’utile funzione di risolvere una volta per tutte problemi gratuiti e inessenziali. Così in seguito non c’è più bisogno di affrontarli e nessuno viene distratto dal perseguire attività più significative.
I riti sono anche considerati come segni esteriori dell’appartenenza a un gruppo o a una tradizione religiosa. Sono ripetuti in modo identico per conservare l’ortodossia. Anche gli ospedali e i militari seguono regole e orari fissi. Non sono sempre ragionevoli: sarebbe bene adattarci alle situazioni mutevoli che incontriamo. Se nessuno ci impone orari ferrei, ma dobbiamo completare un compito che prenderà parecchi giorni o settimane (preparare un esame, eseguire un progetto, scrivere un libro) faremo bene a darci delle regole.
La prima è alzarci presto la mattina. Una vecchia filastrocca ligure diceva:

“Cinque ore dorme lo studente, sei ore il contadino, sette ore l’operaio – e otto ore il porco”

Se non siamo fra quelli che si svegliano da soli a qualunque ora abbiano deciso la sera prima, usiamo le sveglie – disponibili su telefoni e orologi. Però svegliarsi alle 6:30 non basta. Bisogna che cominciamo subito a non perdere tempo. Si attardano e non combinano niente quelli che “non riescono a carburare” se prima non hanno ripetuto una serie di riti.
Alcuni dicono preghiere. G.G. Belli diceva che “chi c’ha la devozion de la Madonna – ogni mattina a la svejata, la saluta co’ un par d’Avemmarie”. Altri devono bere una caffè senza zucchero o fare una robusta colazione. Altri ancora devono ripassare il programma della giornata (che si erano scritti il giorno prima) e memorizzarlo. C’è chi si deve fare una doccia; chi si deve fare la barba. Certe signore si devono truccare.
Un utile esercizio è quello di indovinare che ora sia, controllando poi un orologio a muro o quello che abbiamo al polso. Taluno accende la televisione: su molti canali appare l’ora in un angolo dello schermo. Dato che da parecchio tempo le notizie in maggioranza sono cattive o tragiche, questa abitudine non ci rallegra, ma ci prepara almeno ad affrontare una giornata come le altre – dura. I programmi della mattina sono raramente avvincenti: almeno non corriamo il rischio di restare incollati a guardarli perdendo davvero un sacco di tempo.
Mentre il caffè esce dalla macchinetta, io accendo il computer. Guardo i titoli dei giornali – per i quali c’è da ripetere quanto dicevo a proposito della televisione. Poi guardo la posta elettronica. Nelle prime ore del giorno è raro ricevere rotture di scatole burocratiche o fiscali. Invece chi si è fatto molti amici buoni, riceve abbastanza spesso qualche e-mail interessante.
Quando il messaggio è originale e inaspettato, ti può aiutare a iniziare la giornata in modo positivo. Consiglio anche di essere altruisti: usa l’immaginazione. Rifletti sui segnali che ti sono già arrivati. Vedi se ce n’è qualcuno che ti evoca una conclusione interessante. Scegli parole brevi che abbiano un senso e facciano pensare. Poi scrivi un e-mail e disseminalo fra gli amici [per farlo conviene averne raccolto gli indirizzi in una lista di posta]. Evita di raccontare i tuoi eventuali disturbi di salute e i sogni che hai fatto: non interessano nessuno.
Il seguito della giornata si svilupperà meglio se seguirai altre regole. Quelle per stare al mondo nei modi migliori sono tante. Non ho spazio per raccontarle qui, ma cerca di sapere sempre che ore sono. Le persone sveglie e affidabili sono più simpatiche di quelle che cascano continuamente dalle nuvole.

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