Dialogo per non fare il pistolero

Alcuni giorni or sono ho ascoltato alcune parole di quello che considero essere un indiscusso maestro del counseling, ovvero Tony Robbins. Raccontava di una cena alla quale aveva incontrato il presidente Barack Obama, da lui stesso votato nelle ultime elezioni. Ricordava di aver pensato che una simile persona avrebbe volentieri voluto prenderla a schiaffi. Robbins aveva posto al presidente una domanda piuttosto provocatoria con la quale in sostanza chiedeva come pensasse di portare a termine riforme che richiedevano il consenso dell’opposizione dopo averne offeso i componenti con ogni tipo di epiteti. La risposta era stata delle più vaghe e nsulse, qualcosa del tipo grazie per la domanda ma non penso affatto di aver insultato gli oppositori. Una chiusura totale.
Robbins in sostanza chiudeva il racconto dell’episodio dicendo che un vero comunicatore, uno che sa creare visioni di condivisione e non di attrito non si comporterebbe come Obama. Rincarando la dose diceva poi che un grande uomo è un grande comunicatore, un grande comunicatore è colui che riesce a costruire consenso attorno alle sue idee senza promuovere visioni di contrasto. Mi sono piaciute le considerazioni di Robbins ma poi ho anche pensato a uno dei personaggio più grandi della storia, almeno per me, il mistico Gesù, Jesus. Lui certo grande comunicatore ma non certo lontano dal promuovere visioni di contrasto.
In realtà, non posso certo accomunare Robbins a Jesus, di certo non posso nemmeno accostare questi due a Obama (distanze eccessive). Posso però dire che un grande comunicatore non promuove contrasti ma smuove le coscienze e ti fa comprendere come talvolta la comodità delle proprie posizioni deve essere riconsiderata alla luce dell’altro, perché dell’altro abbiamo bisogno, perché abbiamo bisogno del contrasto, delle differenze di potenziale per progredire, perché il difficile compito che aspetta tutti noi è quello di portare avanti progetti nell’interesse di tutti, anche apparentemente di coloro che ci avversano.
Non voglio mettere una parola conclusiva a queste mie righe perché non è il mio l’intento di scolpire un comandamento o ergermi a sapiente, voglio solo far uscire dal mio corpo gli spiriti cattivi che fanno perdere, nel tempo che passa, ogni occasione di dialogo o peggio che mi fanno pensare d’essere nel giusto seguendo solo i principi che stanno sempre con me, troppo simili alle pistole dalle quali il pistolero dei film western mai si separa.
@30sdc matteo.f.ponti

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